5 minuti con Emmanuel di Giacomo!

1/ Qual è il tuo percorso creativo e qual'è stata la scintilla che ti ha portato all'arte e alla creazione?

Ho iniziato a studiare architettura al liceo, nell'ambito della maturità, come assistente architetto, e poi ho continuato all'università per diventare architetto. L'Italia mi ha avvicinato all'arte e alla creazione, così come alla passione per l'architettura, il design, l'arte e la moda che questo bellissimo Paese porta con sé. La causa scatenante è stata la scoperta del mondo di Dino Buzzati, di Jules Verne e dei futuristi italiani all'età di 14 anni, quando ho iniziato a fare i primi schizzi e disegni.

2/ Qual è il medium che ti ispira di più e perché?

La grafica e certi fumetti, perché il potere, la magia e il talento di certi creatori sono tali da trasportarti in un'altra dimensione, in un altro universo, semplicemente con pochi tratti.

3/ Quali sono le tue influenze e ispirazioni?

Le mie influenze sono il futurismo, l'utopia, l'Italia e alcuni autori o creatori come i fratelli Schuyten, Moebius, Leonardo da Vinci. Le mie ispirazioni sono molto vaste: l'architettura, la natura, l'automobile, l'Oriente, il minimalismo e tutti gli oggetti quotidiani e il mondo che ci circonda.

4/ Qual è il tuo processo creativo ?

Faccio lavorare la mia anima e la mia mente. Dopo aver osservato le cose, un paesaggio, un film, nasce un'idea e la mia mente evade e immagina uno schizzo che trascrivo velocemente su carta, anche con poche righe di forza con il mezzo e lo strumento che ritengo più adatto. Poi approfondisco lo schizzo in tarda serata, iniziando a costruire i miei disegni in modo strutturato. Dopo la nascita del disegno, seguono alcuni giorni, settimane, mesi di gestazione per far crescere, evolvere e cambiare questa creazione. A volte, alcune settimane di riposo mi permettono di tornare con una nuova energia.

5/ Hai mai avuto esperienze in una galleria d'arte?

Sì, al Canadian Centre for Architecture di Montreal, nell'ambito della mostra effimera della mia città utopica creata in 3D, una delle altre mie creazioni più importanti per me e per il mio cuore.

6/ Conoscevi già la riproduzione (serigrafia, risografia, stampa a pigmenti) e i multipli? 

Purtroppo no. È stata quindi una grande scoperta.

7/ Quale opera d'arte sceglieresti per accompagnarti nel corso della tua vita?

Questa è una domanda bellissima ed eccellente. Sicuramente un originale di Moebius da uno dei suoi mitici album. Il suo disegno mi commuove, mi affascina e mi porta serenità, pace interiore e ammirazione per l'artista che era.

8/ Quale mostra, artista o opera d'arte ti ha commosso di più?

Certamente la mostra dei quaderni di Leonardo da Vinci, una ventina di anni fa, al Museo del Louvre. Che genio e che talento. Infine, la mostra su Hayao Miyazaki che si è tenuta alla Cité de la Mode et du Design di Parigi qualche anno fa. Anche la sua visione utopica e poetica del nostro mondo mi commuove.

9/ Un luogo che ti ispira?

Il mio cuore è in bilico. Direi innanzitutto Lisbona e i suoi sette colli, e la bellezza della sua architettura segnata dal tempo, la calma delle sue strade, la luce che questa città diffonde e gli incredibili panorami che ci offre. Al secondo posto, il Lago di Como, nel nord Italia, un luogo magico, bucolico, architettonico e naturale di grande bellezza che la mano dell'uomo ha saputo scolpire e domare.

10/ Qual è il tuo colore preferito?

Verde senza esitazione!

11/ Una musica che ti trasporta?

Al di là della musica, sono le opere di Giacomo Puccini, con una particolare passione per La Tosca che è stata la prima opera che ho avuto la possibilità di vedere all'Opéra Garnier di Parigi, un momento magico e indimenticabile!

12/ Un libro essenziale per la tua biblioteca?

Il K di Dino Buzzatti. 

13/ Un film che ti ha segnato?

L'incompreso di Luigi Comencini, un capolavoro di straordinaria potenza e bellezza che ritrae la fragilità dell'infanzia di fronte all'amore dei genitori.

14/ Un ricordo d'infanzia?

Il primo ricordo del mio arrivo a Cellino-Attanasio con i miei genitori in Abruzzo e i suoi magnifici paesaggi e il primo incontro con la mia famiglia e i loro vicini e parenti in un mondo vicino a quello del 1900 di Bernardo Bertolucci con le mietitrebbie di legno, la polvere, le grida di gioia, il sole e la premura degli anziani per i bambini. E il viaggio sulla strada in un carro trainato da buoi, immagini che mi hanno segnato per sempre.

15/ Qual è il tuo mantra?

"Chi va piano, va sano, e chi va sano, va lontano."

16/ Com'è la tua giornata tipica?

Tutto dipende dal giorno. La giornata tradizionale è quella in cui inizio il mio lavoro digitale alla scrivania e mi butto a capofitto tra e-mail, appuntamenti e videoconferenze.
Quella che mi si addice di più è quella in cui mi alzo, mi immergo nell'Italia con un espresso e un panettone, poi mi metto a creare un disegno e mi stacco dalla realtà.

17/ Qual è il ruolo di Garance & Marion nell'evoluzione della tua carriera di artista?

È stato fondamentale e li ringrazio enormemente, così come Annalisa de Maestri, perché si è fidata di me scoprendo e poi accettando di esporre i miei disegni in due occasioni in questo luogo mitico che è Venezia.

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18/ Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per continuare a disegnare e creare, naturalmente, e perché non esporre di nuovo. Uno dei miei obiettivi sarebbe anche quello di realizzare un libro sulle mie città utopiche, galleggianti e ancorate sulla nostra terra.

Emmanuel di Giacomo sul nostro sito 

Il suo instagram @emmanueldigiacomo